Mar 3, 14 anni ago

“Bravo Ariane!”, Rosetta in orbita

«Bravo Ariane!» Con questa esclamazione, pronunciata in francese, il Ceo di Arianespace Jean-Yves Le Gall ha salutato il completamento delle procedure di lancio della sonda europea Rosetta. Intanto si è appreso che il gioiello tecnologico dell’Esa starebbe bene. Dopo il contatto stabilito con la terra appena dopo il lancio, la sonda avrebbe pure completato con successo l’apertura dei suoi pannelli solari e il posizionamento dell’antenna ad alto guadagno.

Il decollo del vettore Ariane 5 con a bordo la sonda spaziale europea Rosetta. (ESA / CNES / Arianespace)

Il vettore Ariane 5 ha lasciato la rampa di lancio alle 8:17:44 (CET) di martedì 2 marzo iniziando la sua ascesa verso l’orbita. Una salita tutto sommato fuori dai parametri delle normali opreazioni di inserimento in orbita geostazionaria. In effetti al termine della prima fase di spinta, quando cioè lo stadio principale esaurisce il suo carburate, la sonda è stata immessa, come previsto, su una traiettoria balistica di “attesa”. Due ore dopo il secondo stadio ha cominciato a sospigere Rosetta fuori dal dominio orbitale del nostro pianeta, immettendola in un’orbita attorno al sole che ripoterà la sonda in prossimità della Terra tra un anno circa. Aiutata dal compo gravitazionale terrestre Rosetta prenderà la rincorsa verso Marte, dove – nel 2007 – effettuerà un’atra manovra di catapulta gravitazionale. Da lì in poi la sonda si avvicinerà altre due volte al nostro pianeta per acquistare altra spinta e mettersi così finalmente alle calcagna della cometa Churyumov-Gerasimenko.

Nel 2011, dopo aver compiuto osservazioni su alcuni asteroidi della citnura tra Marte e Giove, la sonda verrà “addormentata” per risparmiare energia. Per due anni e mezzo Rosetta viaggerà con tutti i sistemi spenti ad eccezione del computer di bordo e dei ricevitori radio. Questi, come del resto tutti gli altri stumenti, alimentati solamente attraverso l’energia raccolta dai pannelli solari. Si tratta della prima votla che un sonda si avventura tanto lontano affidandosi solo alla produzione dei propri pannelli. In effetti l’energia solare che raggiunge quella parte di sistema solare, cioè nei pressi di Giove, è solo il 4% di quella che colpisce il nostro pianeta.

Rosetta riprenderà vita nei primi mesi del 2014 per iniziare le manovre di inserimento in orbita attrono al nucleo della cometa. Durante l’estate cominceranno le osservazioni scientifiche. Priorità assoluta verrà data alla ricerca di un luogo idoneo all’atterraggio di Philae, il lander trasportato a bordo della sonda. Philae dovrebbe atterrare sul nucleo nel novembre del 2014 e iniziare le proprie operazioni di analisi del materiale di cui si compone il nucleo. La missione è stata progettata per durare almeno una settimana, ma i tecnici si augurano che questa si protragga per molto più tempo.

Nel frattempo la comenta inizierà a riscaldarsi man mano che si avvicina al Sole. Nella sua orbita attorno al nucleo, Rosetta sarà nella posizione ideale per osservare la formazione della chioma e per studiarne la composizione.

La misisone dovrebbe concludersi ufficialmente negli ultimi mesi del 2015. Per ora, comunque, il team di Rosetta deve restare ben con i piedi per terra e continuare a monitorare le operazioni di test a bordo del veicolo spaziale.

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