Gen 15, 12 anni ago

L’Europa atterra su Titano

Dopo sette anni di viaggio attraverso il Sistema solare, la sonda europea Huygens è atterrata ieri su Titano, la più grande luna di Saturno. Dopo l’iniziale conferma dell’avvenuto rientro nell’atmosfera e il conseguente segnale portante udito alle 11:25 CET dal Green Bank Telescope in West Virginia, alle 17:19 CET sono cominciato a fluire i primi dati scientifici. La sonda, dopo essere sopravvissuta all’iniziale manovra di rientro, ha utilizzato i suoi paracadute per adagiarsi sulla superficie ghiacciata di Titano. Da qui, andando oltre ogni più rosea aspettativa, la Huygens ha continuato a trasmettere segnali verso la terra.

Un'immagine colorata della superficie di Titano dà una impressione di come possa presentarsi il paesaggio sulla più grande luna di Saturno. (ESA / NASA / University of Arizona)

«Si tratta di un incredibile risultato per l’Europa spaziale e per i nostri partner statunitensi che corona un scommessa sfida internazionale per esplorare Saturno e il suo sistema di satelliti» ha dichiarato Jean-Jacques Dordain, direttore dell’Esa durante la conferenza stampa tenutasi per annunciare l’arrivo a terra dei primi dati.

Dati tra cui figurano anche le prime immagini mai scattate della superficie di Titano. Le prime, scattate a 16 e 8 chilometri di altezza, sembrano mostrare un paesaggio molto simile alle calotte polari terrestri. Secondo gli scienziati le molte righe scure nelle foto sarebbero da interpretare come segni di un disgelo progressivo. Nelle immagini scattate dalla superficie si possono notare invece blocchi di ghiaccio sparsi qua e là sul terreno.

Primi dati anche per gli altri esperimenti scientifici ospitati a bordo della sonda europea. In particolare lo Huygens Atmosphere Structure Instrument, di costruzione italiana, ha inviato a terra i suoni raccolti durante la discesa e dopo l’atterraggio. Per la prima volta l’orecchio umano ha potuto così ascoltare i suoni provenienti da un mondo tanto lontano e, per molti versi, simile alla Terra all’epoca dello sviluppo delle prime forme di vita. «Nell’ascoltare la voce di un pianeta ci sono aspetti scientifici e importanti, ma anche aspetti umani altrettanto rilevanti – ha osservato il responsabile dell’ESA per l’esplorazione del Sistema Solare, Marcello Coradini -. Da un punto di vista psicologico – ha aggiunto – anche il silenzio e’ emozionante, un silenzio planetario come era quello presente sulla Terra prima che si formasse la vita».

 

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