Feb 10, 19 anni ago

Ricreato l’istante che seguì il Big Bang

Ginevra – Gli scienziati del Cern di Ginevra sono riusciti a ricreare in laboratorio quello che deve essere stata la materia 10 microsecondi dopo l’ormai ac­quisita nozione di Big Bang, os­sia il momento in cui l’universo, esplodendo, ha cominciato a ge­nerarsi e la cui espansione pare destinata a proseguire per altri miliardi di anni. In questo nuo­vo stato della materia, i quark (questo il loro nome) che proba­bilmente rappresentano la più piccola componente, sono slega­ti e si spostano liberamente.

A causa del raffreddamento dell’universo, queste particelle si sono poi agglomerate, circa tre minuti dopo l’iniziale esplosione, per costituire i protoni e i neutroni. Fino ad oggi, solo in li­nea teorica è stato possibile spie­gare che cosa è accaduto prima della formazione di questi proto­ni e neutroni, ma la scoperta del Cern (Laboratorio europeo per la fisica delle particelle) giunge a confermare in via sperimenta­le le ipotesi degli studiosi. Il nuovo stato della materia è stato ottenuto provocando delle collisioni, a velocità enormi, di ioni di piombo, il che ha prodot­to energie gigantesche. Le colli­sioni generano temperature centomila volte superiori a quel­le che si trovano al centro del So­le, rileva il Cern in un comuni­cato diffuso mercoledì. I dati raccolti nel corso degli esperi­menti «apportano la prova deci­siva che la creazione di un nuo­vo stato della materia possiede numerose caratteristiche previ­ste dalla teoria», scrive il Cern. Questo plasma di quark rappre­senta in qualche modo una sorta di «brodo primordiale» a partire dal quale tutto l’universo si è evoluto. Il programma speri­mentale con gli ioni di piombo ha preso avvio nel 1994, dopo aver perfezionato gli accelerato­ri di particelle in dotazione al  Cern. Ad esso hanno preso parte ricercatori di oltre 20 Paesi. I da­ti raccolti aprono un nuovo cam­po di ricerca: rimangono infatti da esplorare le proprietà fisiche del plasma di quark, secondo il direttore generale del Cern Lu­ciano Maiani.

Dal 2005 spetterà proseguire l’esplorazione dei primi istanti della materia alla nuova mac­china del Cern, l’Lhc (Large Ha-dron Collider). «Ci aspettiamo molto dallo studio di un nuovo stato della materia che non era mai stato prodotto prima. In questo campo – ha detto Maiani – la teoria non ha metodi di cal­colo abbastanza raffinati per permetterci di studiare il detta­glio. Noi ci aspettiamo che il dia­logo tra ricerca teorica e risulta­ti sperimentali ci permetta di comprendere meglio questa nuova forma di materia e anche di poter individuare eventuali altri fenomeni o altre osserva­zioni da fare sull’universo per studiare meglio quello che era successo allora»

Share "Ricreato l’istante che seguì il Big Bang" via

No comments yet.

Leave a reply