<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Blue PlanetThe Blue Planet | Notizie da un angolo d'universo</title>
	<atom:link href="http://www.theblueplanet.ch/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.theblueplanet.ch</link>
	<description>Notizie da un angolo d&#039;universo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 Apr 2012 19:01:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il primo laboratorio cinese nello spazio</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/2011/10/05/il-primo-laboratorio-cinese-nello-spazio/</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/2011/10/05/il-primo-laboratorio-cinese-nello-spazio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 19:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronautica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=207</guid>
		<description><![CDATA[La Cina ha lanciato il suo primo laboratorio spaziale: una versione ridotta, giusto per iniziare. Già, perché il programma spaziale di Pechino vuole andare oltre e contempla la costruzione in tempi brevi di una stazione orbitante entro pochi anni e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_210" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/10/131168290_751n1-550x319.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-medium wp-image-210" title="Tiangong decolla" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/10/131168290_751n1-550x319-300x174.jpg"  alt="" width="300" height="174" /></a>
<p class="wp-caption-text">Il decollo del modulo Tiangong a bordo di un razzo Lunga Marcia 2F T1 nella serata del 29 settembre. (Foto: China Manned Space Engineering Office)</p>
</div>
<p>La Cina ha lanciato il suo primo laboratorio spaziale: una versione ridotta, giusto per iniziare. Già, perché il programma spaziale di Pechino vuole andare oltre e contempla la costruzione in tempi brevi di una stazione orbitante entro pochi anni e mira anche alla Luna.</p>
<p>Dopo aver posto la prima pietra verso le stelle portando un proprio concittadino in orbita nell&#8217;ottobre del 2003,  l&#8217;agenzia spaziale asiatica ne ha aggiunta un&#8217;altra giovedì 29 settembre. Alle 15.16, ora svizzera, dallo spazioporto di Jiuquan, nella Mongolia, è decollato il mini laboratorio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tiangong" target="_blank">Tiangong</a> 1 cui nel corso del prossimo anno verranno agganciati, uno alla volta, tre capsule <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shenzhou" target="_blank">Shenzhou</a> per formare così una proto-stazione. Il primo volo, denominato Shenzhou 8, sarà disabitato e decollare durante il mese di novembre, probabilmente già il primo del mese; si aggancerà al laboratorio dopo due giorni, mettendo così alla prova i meccanismi automatici di rendez-vous essenziali per costruire in futuro stazioni più estese. Il funzionamento perfetto della manovra di aggancio è talmente important che verrà ripetuta una seconda voltala capsula Shenzhou 8 verrà staccata per rientrare a terra, dodici giorni dopo il lancio. Se tutto andrà bene, nel corso del prossimo anno al modulo sarnno agganciate anche le Shenzhou 9 e 10, questa volta con a bordo dei <a href="http://en.wiktionary.org/wiki/taikonauta" target="_blank">taikonauti</a>.</p>
<p>Tiangong 1 ha raggiunto lo spazio approssimativamente 10 minuti dopo il decollo a bordo di un razzo Lunga marcia 2F T1. Fonti ufficiali dell&#8217;<a href="http://en.cmse.gov.cn" target="_blank">agenzia spaziale cinese</a> hanno confermato che si trova su un orbita di 42,75 gradi rispetto all&#8217;equatore con perigeo a 193 kilometri e apogeo a 346 kilometri d&#8217;altezza. L&#8217;orbita verrà presto innalzata sino a raggiungere un&#8217;altitudine media pari a 354 kilometri.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/2011/10/05/il-primo-laboratorio-cinese-nello-spazio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>UARS, la NASA conferma rientro sopra il Pacifico</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/28/uars-la-nasa-conferma-rientro-sopra-il-pacifico/</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/28/uars-la-nasa-conferma-rientro-sopra-il-pacifico/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronautica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=214</guid>
		<description><![CDATA[Spash. Alla fine è successo quello che è probabile succeda quando si ha a che fare con un pianeta coperto al 70% da acqua: il gigantesco satellite UARS della NASA messo fuori servizio nel 2005 e il cui rientro nell&#8217;atmosfera ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: left;">Spash. Alla fine è successo quello che è probabile succeda quando si ha a che fare con un pianeta coperto al 70% da acqua: il gigantesco satellite UARS della NASA messo fuori servizio nel 2005 e il cui rientro nell&#8217;atmosfera aveva fatto parlare anche alle nostre latitudine per via delle remota possiblità che si schiantasse sul nord Italia, è rientrato sopra l&#8217;Ocano Pacifico alle 5.00 del 24 settembre.</div>
<p><span id="more-214"></span>A <a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/uars/index.html" target="_blank">confermarlo è la NASA</a>, rendendo noto il risultato di attente verifiche.  I 26 pezzi che, secondo le simulazioni, avrebbero dovuto sopravvivere all&#8217;attrito con l&#8217;atmosfera, si sono inabissati poco dopo in pieno oceano, verosimilmente, senza testimoni.</p>
<div id="attachment_215" class="wp-caption aligncenter" style="width: 373px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/10/592143main_UARS_map_final.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-full wp-image-215" title="Luogo del rientro di UARS" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/10/592143main_UARS_map_final.jpg"  alt="" width="363" height="182" /></a>
<p class="wp-caption-text">L&#39;ultima semiorbita del satellite statunitense UARS con, nel cerchio, il luogo in cui è rientrato nell&#39;atmosfera alle 4 di mattina, tempo universale, del 24 settembre. (Immagine: NASA)</p>
</div>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/28/uars-la-nasa-conferma-rientro-sopra-il-pacifico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Primo passo verso la prima stazione spaziale cinese</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/28/primo-passo-per-la-prima-stazione-spaziale-cinese/</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/28/primo-passo-per-la-prima-stazione-spaziale-cinese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 01:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronautica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=197</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;avevano annunciato: dopo il primo volo umano, dopo la prima passeggiata spaziale si punta alla mini-stazione orbitante. Domani, giovedì, o forse venerdì decollerà dal deserto del Gobi a bordo di un razzo Lunga Marcia 2F il primo elemento della casa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avevano annunciato: dopo il primo volo umano, dopo la prima passeggiata spaziale si punta alla mini-stazione orbitante. Domani, giovedì, o forse venerdì decollerà dal deserto del Gobi a bordo di un razzo Lunga Marcia 2F il primo elemento della casa nello spazio cinese.</p>
<p><span id="more-197"></span></p>
<p>[Aggiornamento: <a title="Il primo laboratorio cinese nello spazio" href="http://www.theblueplanet.ch/2011/10/05/il-primo-laboratorio-cinese-nello-spazio/">Ti</a><a title="Il primo laboratorio cinese nello spazio" href="http://www.theblueplanet.ch/2011/10/05/il-primo-laboratorio-cinese-nello-spazio/">angong 1 è stato lanciato giovedì 29 settembre</a>]</p>
<div id="attachment_201" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/Tiangong-1-and-Shenzhou-8.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-medium wp-image-201" title="Tiangong 1 e Shenzhou 8" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/Tiangong-1-and-Shenzhou-8-300x173.jpg"  alt="" width="300" height="173" /></a>
<p class="wp-caption-text">Un&#39;illustrazione mostra l&#39;incontro tra il modulo Tiangong 1 (in secondo piano) e la navicella Shenhou 8 (primo piano) così come dovrebbe avvenire entro fine anno. (Foto: China Manned Space Engineering Project)</p>
</div>
<p>Chiamato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tiangong" target="_blank">Tiangong</a> 1, &#8220;luogo paradisiaco&#8221; in italiano, il mini laboratorio attenderà in orbita l&#8217;arrivo della capsula <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shenzhou" target="_blank">Shenzhou</a> 8 (dello stesso tipo di quelle che in precedenza avevano trasportato i primi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Astronauta" target="_blank">taikonauti</a> cinesi) previsto entro fine anno. I cinesi intendono così testare la loro tecnologia di rendez-vous e aggancio automatico tra due navicelle. Collegati i due elemnti formeranno una stazione orbitante in miniatura lunga poco più di 18 metri, che rimarrà tuttavia disabitata per diversi mesi, siccome la Shenzhou sarà inviata nello spazio senza equipaggio.</p>
<p>L&#8217;aggancio della Tiangong 1 alla Shenzhou 8 costituirà un passo cruciale nella stretta scaletta che i cinesi si sono dati nel loro programma di esplorazione spaziale (il primo volo di test dei veicoli Shenzhou fu eseguito il 19 novembre 1999, il primo volo abitato il 15 ottobre 2003). Operazioni di aggancio automatico sono necessarie per riuscire a costruire qualsiasi stazione. Se tutto andrà come previsto, nel 2012 due navette Shenzhou con equipaggio renderanno visita al laboratorio Tiangong per un periodo piuttosto breve. Gli esperimenti pianificati durante i due voli abitati toccano le scienze spaziali, la tecnica e la medicina. Il primo laboratorio spaziale cinese rimarrà attivo per due anni.</p>
<p>In futuro l&#8217;agenzia spaziale cinese prevede di inviare in orbita altri moduli Tiangong equipaggiati con porte di attracco multiplo. Questo dovrebbe permettere di agganciare più di due elementi. L&#8217;obiettivo iniziale è quello di costruire una stazione orbitante delle dimensioni paragonabili allo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Skylab" target="_blank">Skylab</a>, messo in orbita dagli Stati Uniti negli anni Settanta. La prossima tappa nell&#8217;ambizioso programma spaziale è una stazione spaziale sullo stile della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mir" target="_blank">Mir</a> o della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_Spaziale_Internazionale" target="_blank">Iss</a>. E dopo, c&#8217;è la Luna.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/28/primo-passo-per-la-prima-stazione-spaziale-cinese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>UARS rientrato (probabilmente) sopra il Pacifico</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/25/uars-rientrato-probabilmente-sopra-il-pacifico/</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/25/uars-rientrato-probabilmente-sopra-il-pacifico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 08:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronautica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=176</guid>
		<description><![CDATA[Il satellite statunitense in disuso UARS è rientrato sabato mattina, 24 settembre, nell&#8217;atmosfera terrestre fra le 5.26 e le 7.09 ora svizzera.
(Aggiornamento: <a href="http://www.theblueplanet.ch/2011/09/28/uars-la-nasa-conferma-rientro-sopra-il-pacifico/">La NASA conferma il rientro sopra il Pacifico</a> alle 5 del mattino)
Gli esperti della NASA stanno ancora ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il satellite statunitense in disuso UARS è rientrato sabato mattina, 24 settembre, nell&#8217;atmosfera terrestre fra le 5.26 e le 7.09 ora svizzera.</p>
<p><span id="more-176"></span>(<strong>Aggiornamento:</strong> <a href="http://www.theblueplanet.ch/2011/09/28/uars-la-nasa-conferma-rientro-sopra-il-pacifico/">La NASA conferma il rientro sopra il Pacifico</a> alle 5 del mattino)</p>
<div id="attachment_182" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/ATVreentry590.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-medium wp-image-182" title="ATV Jules Verne rientro" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/ATVreentry590-300x200.jpg"  alt="" width="300" height="200" /></a>
<p class="wp-caption-text">Il rientro in atmosfera del Automated Transfer Veicle dell&#39;Agenzia Spaziale Europea il 29 settembre 2008 in pieno Oceano Pacifico. Lo stesso spettacolo potrebbe essere stato offerto questa mattina anche dal UARS. (Foto: ESA)</p>
</div>
<p>Gli esperti della NASA stanno ancora verificando dove e quando siano esattamente caduti i 26 pezzi del grosso satellite che, stando alle simulazioni, dovrebbero essere sopravvissuti all&#8217;incandescente rientro in atmosfera. Stando alle prime indicazioni quello che resta di UARS si sarebbe schiantato nell&#8217;Oceano Pacifico, al largo delle coste canadesi.</p>
<p>Sabato non è comunque mancata un po&#8217; di suspense, quando in rete è iniziata a circolare la notizia che parti del satellite fossero cadute su una cittadina dell&#8217;Alberta, nel Canada occidentale. In rete sono poi iniziati a circolare anche video in cui sarebbero immortalati gli istanti finali di UARS. Nessuno sembra però essere autentico.</p>
<p>Il rientro in atmosfera del bus dei cieli (per le sue dimensioni, anche se non è il solo a raggiungerle) è iniziato quando il satellite ha iniziato a incontrare gli strati più densi dell&#8217;atmosfera terrestre. A quel punto l&#8217;attrito con le particelle d&#8217;aria l&#8217;hanno reso incandescente e lo hanno letteralmente spezzato in centinaia di pezzi di varie dimensioni. I più piccoli sono bruciati completamente, mentre &#8211; come previsto &#8211; 26 hanno raggiunto terra. O, come sembra probabile in questo caso, oceano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/25/uars-rientrato-probabilmente-sopra-il-pacifico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il satellite UARS si fa attendere</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/il-satellite-uars-si-fa-attendere/</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/il-satellite-uars-si-fa-attendere/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 21:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronautica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=161</guid>
		<description><![CDATA[Sembra che non voglia davvero cadere il super satellite  della Nasa che da qualche giorno sta facendo parlare di sè perché alcuni dei suoi pezzi potrebbero raggiungere il suolo. Inizialmente sembrava che fosse destinato a toccare gli strati più densi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra che non voglia davvero cadere il super satellite  della <span><span>Nasa</span></span> che da qualche giorno sta facendo parlare di <span><span>sè</span></span> perché alcuni dei suoi pezzi potrebbero raggiungere il suolo. <span><span>Inizialmente</span></span> sembrava che fosse destinato a toccare gli strati più densi dell&#8217;atmosfera terrestre attorno alle 3 di questa notte, quando si sarebbe trovato a volare sopra il Pacifico. <span id="more-161"></span>I dati reali mostrano però che l&#8217;altezza di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Upper_Atmosphere_Research_Satellite" rel="nofollow" target="_blank"><span><span>Upper</span></span> <span><span>Atmosphere</span></span> <span><span>Research</span></span> Satellite (UARS)</a>  non sta diminuendo come previsto dai modelli matematici. Le <a href="http://goo.gl/ATdGQ" target="_blank">nuove previsioni</a> posizionano il rientro attorno alle <del>3:16</del>  04:04 tempo universale (le <del>5:16</del>  06:04 in Svizzera) sopra <del>l&#8217;Africa centrale</del> l&#8217;Oceano Pacifico. L&#8217;incertezza è però di più o meno cinque ore. Se fino ad ora il principale fattore ad influire sull&#8217;orbitra del satellite era l&#8217;influsso dell&#8217;attività solare, che cambiando di ora in ora introduceva una variabile d&#8217;imprevedibilità nell&#8217;equazione. Per gli esperti, tuttavia, il ritardo con cui UARS si sta avvicinando all&#8217;appuntamento con il suo destino sarebbe spiegabile anche con la variazione del suo assetto.</p>
<div id="attachment_169" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/92480711.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-medium wp-image-169" title="Uars" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/92480711-300x233.jpg"  alt="" width="300" height="233" /></a>
<p class="wp-caption-text">L&#39;Upper Atmosphere Research Satellite (UARS) ripreso mentre sta per essere messo in orbita durante la missione Shuttle STS-48 (NASA)</p>
</div>
<p>“<a href="http://www.nasa.gov/topics/solarsystem/features/solar-effects.html" target="_blank">L&#8217;attività solare</a> non è più il principale fattore che influenza il rateo di discesa del satellite – fa sapere la <span><span>Nasa</span></span> –. A quanto pare l&#8217;<span><span>orientamento</span></span> del satellite è cambiato cosa che sta rallentando la sua discesa&#8221;. Senza carburante per <span>controllare</span> i suoi movimenti, l&#8217;<span><span>Upper</span></span> <span><span>Atmosphere</span></span> <span><span>Research</span></span> Satellite &#8211; un <span><span>parallelepipedo</span></span> dalle dimensioni di un bus di linea &#8211; è alla deriva. A dipendenza della sua posizione rispetto alla direzione di marcia, l&#8217;attrito con l&#8217;atmosfera rarefatta presente a 150 chilometri di quota produce più o meno resistenza e di conseguenza accorcia o allunga il suo rientro. &#8220;I venti contrari rallentano la corsa del satellite e lo fanno rientrare prima nell&#8217;atmosfera&#8221; dichiara a <a href="http://goo.gl/2CEum" target="_blank">Space.com</a> l&#8217;astrofisico dell&#8217;università di <span><span>Harvard</span></span> <span><span>Johnathan</span></span> <span><span>McDowel</span></span>, <span>aggiungendo</span> che <span><span>probabilmente</span></span> il satellite è orientato in modo da offrire meno resistenza all&#8217;aria.</p>
<p>La <span><span>Nasa</span></span>, che sino a <span><span>giovedì</span></span> notte dava <span><span>praticamente</span></span> per impossibile che pezzi del satellite potessero cadere sul suolo degli Stati Uniti, è stata costretta a rivedere le proprie previsioni. Allo stato attuale l&#8217;agenzia spaziale <span><span>statunitense</span></span> non può più escludere che uno dei 26 pezzi che si prevede non bruceranno <span><span>completamente</span></span> <span>finisca</span> su suolo americano. &#8220;La probabilità è bassa &#8211; fa sapere la <span><span>Nasa</span></span> &#8211; ma visto il <span><span>rallentamento</span></span> nella discesa, non è impossibile&#8221;.</p>
<p>Fra le 26 componenti che dovrebbero raggiungere la superficie terrestre figurano fra l&#8217;altro tre <a href="http://goo.gl/iNAvt" target="_blank">batterie, quattro cerchioni e quattro serbatoi di carburante</a>, per un totale di 532,38 chili. Il più massiccio – che dovrebbe <span><span>attraversare</span></span> l&#8217;aria senza perdere massa – pesa 158 chili, mentre la maggiore velocità al momento dell&#8217;impatto sarà raggiunta dai quattro cerchioni, che si <span><span>schianteranno</span></span> a 107 metri al secondo (385 chilometri orari). Gli altri pezzi toccheranno il suolo con velocità tra i 14 e i 79 metri al secondo. &#8220;<span><span>Teoricamente</span></span> è <span>possibile evitare</span> scansarsi&#8221; osserva <span><span>Richard</span></span> <span><span>Crowhter</span></span> dell&#8217;agenzia spaziale britannica in una <a href="http://goo.gl/ITJOU" target="_blank">intervista concessa alla BBC</a>. &#8220;Ma – prosegue – se si va in giro continuando a guardare per aria è decisamente più probabile farsi male perché si inciampa che a causa di qualcosa che cade dal cielo&#8221;. Se ci si vuole mettere davvero al sicuro, l&#8217;unica soluzione è quella di spostarsi oltre i 57 gradi di latitudine (sia a nord che a sud), punti del pianeta non sorvolati dall&#8217;UARS. &#8220;Ma viaggiare sino a lì <span><span>comporterebbe</span></span> <span><span>statisticamente</span></span> un rischio maggiore che essere colpiti da un pezzo di satellite&#8221;, scherza <span><span>Crowhter</span></span>.</p>
<p>Sino ad ora, ricorda la BBC, l&#8217;unica persona nota ad essere stata centrata da un detrito spaziale è una cittadina dell&#8217;Oklahoma, tale <span><span>Lottie</span></span> <span><span>Williams</span></span>, che nel 1997 fu colpita da un pezzo di un razzo Delta II delle dimensioni di 10 per 13 centimetri, pesante come una lattina per bibite. Non riportò ferite.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/il-satellite-uars-si-fa-attendere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Satellite Nasa: rientro alle 3 di notte sul Pacifico</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/satellite-nasa-rientro-alle-3-di-notte-sul-pacifico/</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/satellite-nasa-rientro-alle-3-di-notte-sul-pacifico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 11:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronautica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=153</guid>
		<description><![CDATA[Con il passare delle ore si sta diradando  la nebbia d&#8217;incertezza che il luogo e il momento in cui il satellite americano UARS rientrerà a terra. <a href="http://twitpic.com/6p5u5v/full" target="_blank">I dati su apogeo e perigeo</a> sembrerebbero confermare la proiezione secondo cui ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il passare delle ore si sta diradando  la nebbia d&#8217;incertezza che il luogo e il momento in cui il satellite americano UARS rientrerà a terra. <a href="http://twitpic.com/6p5u5v/full" target="_blank">I dati su apogeo e perigeo</a> sembrerebbero confermare la proiezione secondo cui il rientro avverrà alle 00.58 tempo universale di questa sera (le 2.58 di domani mattina ora svizzera) <a href="http://reentrynews.aero.org/1991063b.html" target="_blank">sopra il Pacifico</a>, fra Australia e Cile.  <span id="more-153"></span>Il grado d&#8217;incertezza è comunque ancora ampio e si estende su diverse ore. Se tuttavia nelle prossime ore le previsioni dovessero trovare conferma, non solo i detriti dell&#8217;UARS non metterebbero in pericolo nessuno, ma la sua caduta &#8211; con tanto di esplosion &#8211; non sarebbe vista da nessuno. Per buona pace degli allarmisti e di chi pensava di trovarsi un satellite artificiale conficcato nel tetto di casa.</p>
<div id="attachment_155" class="wp-caption alignleft" style="width: 299px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/92543381.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-medium wp-image-155" title="Il satellite UARS" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/92543381-289x300.jpg"  alt="" width="289" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Il satellite UARS agganciato allo Shuttle durante la missione STS-48 (NASA)</p>
</div>
<p>Intanto da terra diversi esperti e appassionati stanno con il naso all&#8217;insù per cercare di captare con i propri strumenti il passaggio di quello che alcuni media non hanno esitato a definire &#8220;satellite killer&#8221;. Negli scorsi giorni l&#8217;olandese Ralf Vandebergh ha raccolto immagini spettacolari, di cui <a href="http://spaceweather.com/submissions/large_image_popup.php?image_name=Ralf-Vandebergh-UARS_20110917_1316770724.jpg" target="_blank">una a colori</a>.</p>
<div id="attachment_156" class="wp-caption aligncenter" style="width: 620px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/405059827.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-large wp-image-156" title="Predizione di rientro" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/405059827-1024x638.jpg"  alt="" width="610" height="380" /></a>
<p class="wp-caption-text">I dati reali puntano alla proiezione di rientro fissato alle 00:58 TU</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/satellite-nasa-rientro-alle-3-di-notte-sul-pacifico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Satellite Nasa senza controllo cadrà oggi sulla Terra</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/satellite-nasa-senza-controllo-cadra-oggi-sulla-terra/</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/satellite-nasa-senza-controllo-cadra-oggi-sulla-terra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 23:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronautica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=125</guid>
		<description><![CDATA[Manca meno di un giorno, ma per ora alla Nasa hanno ancora nessuna idea di dove cadrà. Per il momento le simulazioni mostrano solo che il grande satellite americano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Upper_Atmosphere_Research_Satellite" target="_blank">UARS (Upper Atmosphere Research Satellite)</a> rientrerà nell&#8217;atmosfera terrestre fra le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca meno di un giorno, ma per ora alla Nasa hanno ancora nessuna idea di dove cadrà. Per il momento le simulazioni mostrano solo che il grande satellite americano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Upper_Atmosphere_Research_Satellite" target="_blank">UARS (Upper Atmosphere Research Satellite)</a> rientrerà nell&#8217;atmosfera terrestre fra le 14 di oggi, venerdì 23 settembre, e le 3 del mattino di sabato. <span id="more-125"></span><br />
Stando ai calcoli eseguiti nelle scorse ore, a causa dell&#8221;estremo attrito dato dalla sua velocità e dal contatto con l&#8217;aria, si dovrebbe disintegrare in 26 pezzi, alcuni dei quali pensanti all&#8217;incirca 140 chili non si disintegreranno e finiranno per raggiungere il suolo, andando a impattare con il terreno in punti sparsi su un&#8217;area di probabilità lunga circa 700 chilometri e larga 120. Dove di preciso andranno a schiantarsi dipenderà però dal momento in cui il satellite raggiungerà la parte più densa dell&#8217;atmosfera terrestre e questo, per ora, è un dato ignoto.</p>
<p>(<strong>Aggiornamento:</strong> <a href="http://www.theblueplanet.ch/2011/09/25/uars-rientrato-probabilmente-sopra-il-pacifico/">UARS è rientrato in atmosfera sabato mattina</a> 24 settembre sopra l&#8217;Oceano Pacifico)</p>
<div id="attachment_133" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/uars/uars-concept.html"><img class="size-medium wp-image-133" title="UARS" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/09/584117main_UARS_2_1024-768-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<p class="wp-caption-text">Rappresentazione artistica del satellite UARS (Foto: NASA)</p>
</div>
<p>Le ultime stime puntano alle 19.20 ora svizzera, quando il satellite si troverà ben lontano dai territori italo-elvetici, sui quali il sorvolo è previsto oltre due ore più tardi  21:25 e le 22:00. La finestra d&#8217;incertezza è tuttavia talmente ampia da non permettere ancora previsioni accurate. Altpri calcoli sembrano invece <a href="http://reentrynews.aero.org/1991063b.html" target="_blank">puntare a mezzanotte e 58 tempo universale (le 2.58 in Svizzera)</a>. In quel caso cadrebbe in pieno Ocenao Pacifico, fra l&#8217;Australia e le coste del Cile. Il vero problema è che la Nasa non ha più nessun modo di controllare questo enorme satellite lanciato nel 1991 e disattivato nel 2005: il carburante a bordo è stato esaurito da tempo e attualmente UARS si trova a ruotare su sé stesso in modo caotico.</p>
<p>Mentre giovedì i tecnici della Nasa lavoravano alacremente per tentare di fornire predizioni più accurate, sul pianeta è  iniziata a diffondersi la preoccupazione. In Italia, come del resto in Svizzera, giovedì le autorità seguono da vicino l&#8217;evolversi della situazione, dal momento che nel suo movimento attorno al globo, il satellite passa di norma due volte al giorno sopra il nord Italia, sfiorando anche Ticino e Svizzera orientale. La probabilità che il rientro in atmosfera di UARS, e la conseguente caduta dei suoi resti, avvenga sopra l&#8217;Europa è comunque bassa: le ultime stime della Protezione civile della vicina Penisola parlano dello 0,6% (<a href="http://goo.gl/0JJED" target="_blank">qui gli ultimissimi aggiornamenti</a>), mentre la possiblità che un qualsiasi dei 7 miliardi di esseri umani che popolano il pianeta venga colpito è di 1 su 3&#8217;200 e quella che una persona specifica lo sia è di 1 su 22 mila miliardi. La Centrale nazionale d’allarme svizzera <a href="http://goo.gl/GqxGy" target="_blank">in un comunicato diramato giovedì</a> fa sapere che &#8220;Il rischio che il satellite colpisca la Svizzera e che nella sua caduta causi dei danni è considerato minimo&#8221;. Per questo &#8220;la popolazione non deve quindi adottare alcuna misura particolare. In genere vale la regola di non toccare frammenti di satellite caduti ma di informarne la polizia&#8221;. Del resto, quando nel 2003 lo shuttle Columbia (cinque volte più lungo e due volte più largo del UARS) si<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle_Columbia_disaster" target="_blank"> disintegrò sopra gli Stati Uniti</a> nella manovra di rientro dopo diciassette giorni di missione nello spazio, nessun detrito colpì zone abitate o causò feriti a terra. Anzi: gli addetti della Nasa dovettero battere grandi aree di territorio fra gli stati della Luisiana e dell&#8217;Arkansas per recuperare gli oltre duemila pezzi che avevano raggiunto il suolo.</p>
<p>Nonostante i confronti con il passato e le previsioni rassicurati, la notizia del &#8220;satellite killer&#8221; è andata spargendosi a macchia d&#8217;olio, facendo i titoli dei principali quotidiani e dei telegiornali di mezzo mondo. &#8220;Credo che sia a causa del fatto che non siamo abituati a veder cadere un satellite tanto grande&#8221; indica il direttore esecutivo della  Secure World Foundation  Ray Williamson al sito specialistico <a href="http://goo.gl/nwLHX" target="_blank">Space.com</a>, nel tentativo di spiegare come mai il rientro di un satellite susciti tanto interesse e qualche timore. Benché il rientro di un satellite nell&#8217;atmosfera non sia un fatto rarissimo, prosegue, &#8220;non succede spesso che siano tanto grandi (UARS ha la dimensione di un bus di linea e pesa all&#8217;incirca 6 tonnellate, ndr.). Quando succede è quindi importante che la Nasa lo faccia sapere. In questo caso particolare non c&#8217;è nulla da temere, ma è sempre bene essere informati&#8221;. Williamson ricorda poi i pochi eventi simili registrati nel passato: &#8220;Vi fu lo Spacelab e la navicella russa Salyut. Anche in quest&#8217;ultimo caso la discesa non era pienamente controllata&#8221;. Tornando al satellite: &#8220;La Nasa vorrebbe avere abbastanza carburante per decidere dove farlo schiantare, ma la realtà è che il carburante è finito tempo fa e, con il passare degli anni, l&#8217;attività solare ha creato una spinta sufficiente da farlo cadere verso la Terra&#8221;.</p>
<p>Lo spettacolo offerto dalla disintegrazione di UARS dovrebbe essere ben visibile da terra e dare luogo a un&#8217;affascinante pioggia di &#8220;stelle cadenti&#8221;. Tuttavia, indicano gli specialisti, la probabilità di riuscire ad assistere all&#8217;evento è <a href="http://www.spaceflightnow.com/news/n1109/22uars/" target="_blank">piuttosto bassa</a>, visto che il nostro pianeta è ricoperto per lo più d&#8217;acqua e da zone poco o per niente abitate. Dopo tanta pubblicità, il rischio è di rimanere delusi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/2011/09/23/satellite-nasa-senza-controllo-cadra-oggi-sulla-terra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il tramonto di un&#8217;epoca</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/p114</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/p114#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 00:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronautica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=114</guid>
		<description><![CDATA[Sono stati gli ultimi otto minuti e trenta secondi dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle" target="_blank">Shuttle</a>: l&#8217;ultima corsa di una navicella verso lo spazio. Una degna conclusone per un&#8217;era durata trent&#8217;anni e nel corso della quale l&#8217;accesso all&#8217;orbita terrestre è diventato tanto frequente da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati gli ultimi otto minuti e trenta secondi dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle" target="_blank">Shuttle</a>: l&#8217;ultima corsa di una navicella verso lo spazio. Una degna conclusone per un&#8217;era durata trent&#8217;anni e nel corso della quale l&#8217;accesso all&#8217;orbita terrestre è diventato tanto frequente da essere quasi scontato. Eppure, a dodici giorni dalla fine dell&#8217;ultima missione, nessuno alla Nasa sa ancora dire con certezza quando e con quale mezzo targato &#8220;USA&#8221; gli Stati Uniti potranno tornare a far volare i propri astronauti.<span id="more-114"></span></p>
<div id="attachment_115" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/08/573701main_towback-m_1600-1200.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-medium wp-image-115" title="STS 135 Landed" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/08/573701main_towback-m_1600-1200-300x225.jpg"  alt="" width="300" height="225" /></a>
<p class="wp-caption-text">La navicella Atlantis a terra dopo l&#39;ultimo volo dell&#39;era shuttle. È il 21 luglio 2011.</p>
</div>
<p>In tre decenni e 135 missioni, le navette sono invecchiate anagraficamente e tecnologicamente. Da anni si racconta che gli esperti della Nasa fatichino a trovare pezzi di ricambio adeguati per alcuni sistemi eche  lo sforzo finanziario per tenere tenere in buone condizioni i quattro Shuttle sia diventato proibitivo. Proibitivo se confrontato con le ambizioni spaziali americane, che al giorno d&#8217;oggi non sono più quelle della guerra fredda. Dopo la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_dello_Space_Shuttle_Columbia" target="_blank">distruzione</a> dello Shuttle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle_Columbia" target="_blank">Columbia</a> durante la manovra di rientro nell&#8217;atmosfera &#8211; era il 1° febbraio 2003 &#8211; l’Amercia ha deciso di giocarsela in modo sicuro. Troppo, forse, per riuscire davvero a ripetere i grandi successi del passato. Conseguenza: dal 20 luglio, quando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle_Atlantis" target="_blank">Atlantis</a> rientrerà dalla sua ultima missione, gli Stati Uniti si ritroveranno a terra,  senza più un vettore autonomo per riuscire a portare uomini nello spazio. Coloro che per tre decenni hanno ospitato sul proprio vascello spaziale astronauti di nazioni incapaci di “sbrigarsela da sole” (Europa compresa), dovranno chiedere un passaggio agli ex rivali, i russi. Già, perché nel dopo-Shuttle tutto quello che rimane è la capsula <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Veicolo_spaziale_Sojuz" target="_blank">Soyuz</a>: un carro armato delle stelle il cui design originale risale al 1967.</p>
<h1>Una storia di progetti cancellati</h1>
<p>Che gli Shuttle dovessero andare in pensione era chiaro da tempo. Stretta fra misure di sicurezza sempre più pressanti, da una parte, e tagli di fondi dall&#8217;altra, la Nasa è stata incapace  di portare a termine un programma alternativo che fosse pronto per raccogliere l’eredità delle navette dopo il loro pensionamento.</p>
<div>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 345px"><img class="  " title="Per arrivare nello spazio..." src="http://www.atermino.ch/wp-content/uploads/2011/07/2z3rup1.jpg" alt="" width="335" height="255" />
<p class="wp-caption-text">VentureStar, Shuttle, Ares I, Ares IV e Saturno 5</p>
</div>
<dl id="attachment_106">
<dt>Eppure un progetto concreto era già in cantiere a metà degli anni novanta. Il prototipo dello spazioplano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/VentureStar" target="_blank">VentureStar</a>, denominato<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lockheed_Martin_X-33" target="_blank"> X33</a>, avrebbe dovuto volare nel 2006. Invece la Nasa ha deciso di<a href="http://spaceflightnow.com/news/n0103/01x33/index2.html" target="_blank"> cancellare il programma</a> nel 2001, quando erano stati spesi 1,33 miliardi dollari e buona parte delle tecnologie necessarie erano state messe a punto. La spiegazione ufficiale stava nella scarsa redditività del veicolo: troppo costoso e non confacente alla nuova politica spaziale dettata dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Il nuovo veicolo avrebbe disposto di motori più efficienti e sarebbe stato in grado di entrare in orbita senza l&#8217;ausilio di un serbatoio esterno e didue razzi a propellente solido di cui oggi lo Shuttle non può fare a meno.</dt>
</dl>
</div>
<p>L&#8217;X33 è stato vittima in gran parte del piano spaziale dell&#8217;amministrazione Bush, che puntava a tornare sulla Luna e a portare il primo uomo su Marte in breve tempo. Programma che non necessitava di un veicolo riutilizzabile, ma di una serie di vettori potenti e flessibili. Da lì lo sviluppo del nuovo (vecchio) mezzo di trasporto:  una capsula simile a quella dei voli Apollo, solo più grande e tecnologicamente avanzata chiamata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Orion_(spacecraft)" target="_blank">Orion</a>. Il cono di metallo a sei posti sarebbe stato messo in cima ad un razzo a propellente solido derivato direttamente da quelli utilizati sino a poche ore fa per spingere in orbita lo Shuttle. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ares_I" target="_blank">Ares I</a>, questo il nome dell&#8217;insieme, sarebbe stato affiancato dall&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ares_V" target="_blank">Ares IV</a>, un mastodontico vettore in grado di trasportare nello spazio fino a 188 tonnellate di materiale: una volta e mezza la capacità del razzo più potente costruito sino ad oggi, ovvero il<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saturn_V" target="_blank"> Saturno 5</a>. Il primo lancio di test dell&#8217;Ares 1 venne eseguito il 28 ottobre 2009.</p>
<p>In ritardo e fuori budget,il  programma <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Constellation_Program" target="_blank">&#8220;Constellation&#8221;</a> (di cui Orion e Ares facevano parte) <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8489097.stm" target="_blank">è stato cancellato</a> nel febbraio 2010, sotto l&#8217;amminstrazione Obama. Unico superstite: la capsula Orion (chiudere il programma sarebbe costato di più che portarlo a termine), prontamente ridimensionata, adattata per ospitare &#8220;solo&#8221; quattro astronauti e rinominata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Multi-Purpose_Crew_Vehicle" target="_blank">Multi-Purpose Crew Vehicle</a> (MPCV). Il primo volo della capsula è previsto per il 2016, ma non è ancora chiaro su che tipo di razzo sarà piazzata. Nulla in vista anche per il successore dell&#8217;Ares IV.</p>
<p>Mancano solo dodici giorni dalla fine dell&#8217;era Shuttle e il conto alla rovescia prosegue. Inesorabile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/p114/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa atterra su Titano</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/infocenter/articoli/gennaio2005/huygens_atterraggio_15012005.htm</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/infocenter/articoli/gennaio2005/huygens_atterraggio_15012005.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2005 22:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esplorazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=39</guid>
		<description><![CDATA[Dopo sette anni di viaggio attraverso il Sistema solare, la sonda europea Huygens è atterrata ieri su Titano, la più grande luna di Saturno. Dopo l&#8217;iniziale conferma dell&#8217;avvenuto rientro nell&#8217;atmosfera e il conseguente segnale portante udito alle 11:25 CET dal ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo sette anni di viaggio attraverso il Sistema solare, la sonda europea Huygens è atterrata ieri su Titano, la più grande luna di Saturno. Dopo l&#8217;iniziale conferma dell&#8217;avvenuto rientro nell&#8217;atmosfera e il conseguente segnale portante udito alle 11:25 CET dal Green Bank Telescope in West Virginia, alle 17:19 CET sono cominciato a fluire i primi dati scientifici. La sonda, dopo essere sopravvissuta all&#8217;iniziale manovra di rientro, ha utilizzato i suoi paracadute per adagiarsi sulla superficie ghiacciata di Titano. Da qui, andando oltre ogni più rosea aspettativa, la Huygens ha continuato a trasmettere segnali verso la terra.<span id="more-39"></span></p>
<div id="attachment_40" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/06/titan_color.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-medium wp-image-40" title="Titano" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2011/06/titan_color-204x300.jpg"  alt="" width="204" height="300" /></a>
<p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine colorata della superficie di Titano dà una impressione di come possa presentarsi il paesaggio sulla più grande luna di Saturno. (ESA / NASA / University of Arizona)</p>
</div>
<p>«Si tratta di un incredibile risultato per l&#8217;Europa spaziale e per i nostri partner statunitensi che corona un scommessa sfida internazionale per esplorare Saturno e il suo sistema di satelliti» ha dichiarato Jean-Jacques Dordain, direttore dell&#8217;Esa durante la conferenza stampa tenutasi per annunciare l&#8217;arrivo a terra dei primi dati.</p>
<p>Dati tra cui figurano anche le prime immagini mai scattate della superficie di Titano. Le prime, scattate a 16 e 8 chilometri di altezza, sembrano mostrare un paesaggio molto simile alle calotte polari terrestri. Secondo gli scienziati le molte righe scure nelle foto sarebbero da interpretare come segni di un disgelo progressivo. Nelle immagini scattate dalla superficie si possono notare invece blocchi di ghiaccio sparsi qua e là sul terreno.</p>
<p>Primi dati anche per gli altri esperimenti scientifici ospitati a bordo della sonda europea. In particolare lo Huygens Atmosphere Structure Instrument, di costruzione italiana, ha inviato a terra i <a href="http://www.esa.int/SPECIALS/Cassini-Huygens/SEM85Q71Y3E_0.html" target="_blank">suoni raccolti durante la discesa</a> e dopo l&#8217;atterraggio. Per la prima volta l&#8217;orecchio umano ha potuto così ascoltare i suoni provenienti da un mondo tanto lontano e, per molti versi, simile alla Terra all&#8217;epoca dello sviluppo delle prime forme di vita. «Nell&#8217;ascoltare la voce di un pianeta ci sono aspetti scientifici e importanti, ma anche aspetti umani altrettanto rilevanti &#8211; ha osservato il responsabile dell&#8217;ESA per l&#8217;esplorazione del Sistema Solare, Marcello Coradini -. Da un punto di vista psicologico &#8211; ha aggiunto &#8211; anche il silenzio e&#8217; emozionante, un silenzio planetario come era quello presente sulla Terra prima che si formasse la vita».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/infocenter/articoli/gennaio2005/huygens_atterraggio_15012005.htm/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo schianto di Genesis</title>
		<link>http://www.theblueplanet.ch/infocenter/articoli/settembre2004/genesis_schianto_09092004.htm</link>
		<comments>http://www.theblueplanet.ch/infocenter/articoli/settembre2004/genesis_schianto_09092004.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2004 22:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Berti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esplorazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.theblueplanet.ch/?p=26</guid>
		<description><![CDATA[Doveva essere catturata al volo da un elicottero per evitare che il suo delicato contenuto venisse danneggiato dall&#8217;impatto del terreno. E invece qualcosa è andato storto. I paracaduti della capsula Genesis, che nei tre anni trascorsi nello spazio aveva raccolto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Doveva essere catturata al volo da un elicottero per evitare che il suo delicato contenuto venisse danneggiato dall&#8217;impatto del terreno. E invece qualcosa è andato storto. I paracaduti della capsula Genesis, che nei tre anni trascorsi nello spazio aveva raccolto particelle di vento solare e altri importanti dati, non si sono aperti e ieri la sonda ha finito per schiantarsi rovinosamente nel deserto dello Utah.<span id="more-26"></span></p>
<div id="attachment_31" class="wp-caption alignleft" style="width: 270px"><a href="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2004/09/genesis_impact.jpg" class="gallery_colorbox"><img class="size-full wp-image-31" title="Impatto Genesis" src="http://www.theblueplanet.ch/wp-content/uploads/2004/09/genesis_impact.jpg"  alt="" width="260" height="203" /></a>
<p class="wp-caption-text">La sonda della Nasa Genesis dopo il violento impatto nello Utah. (Nasa TV )</p>
</div>
<p>Ora gli scienziati statunitensi stanno cercando di capire cosa si andato storno, mentre sperano ancora di poter recuperare qualche dato importante. Principale imputato sembrano essere le batterie che avrebbero dovuto dare l&#8217;impulso d&#8217;apertura al paracadute.</p>
<p>«La capsula è penetrata nel terreno per circa metà, e il contenitore si è rotto per qualche pollice. In un certo senso sorprende che ci siano danni così piccoli per un impatto di simile violenza» ha detto durante la conferenza stampa Andrew Dantzler, direttore della divisione Sistema Solare della NASA.</p>
<p>La sonda è stata condotta nella camera sterile durante la giornata di oggi, dove è stata ripulita dai frammenti di terra e sporcizia accumulatisi durante l&#8217;impatto. Nelle prossime ore inizieranno le analisi più approfondite per scoprire i danni interni alla struttura. Solo allora sarà possibile sapere se qualche dato scientifico potrà essere salvato o meno.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.theblueplanet.ch/infocenter/articoli/settembre2004/genesis_schianto_09092004.htm/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

