Si dice che un buon gruppo si vede dal grado di complessità che ha al suo interno. Senza voler forzare la cosa abbiamo però dovuto divedere questa presentazione in più parti per cercare di rendere più accessibile ed immediate le informazioni.

Ecco l'elenco dei temi:

  • La nostra missione cosa si propone il sito di The Blue Planet come obbiettivo

  • Premessa per chi vuole conoscere la vera storia di The Blue Planet dall'inizio

  • Il Gruppo per tutti quelli che vogliono sapere cosa prevede The Blue Planet

  • Il Sito per capire com'è organizzato e che obbiettivi ha questo sito

  • Che cos'è SETI@home per chi è curioso di sapere qualcosa sul progetto SETI

 

La nostra missione

Con il passare del temo gli scopi e gli obbiettivi di questo sito si sono leggermente modificati, ma non di molto. All'inizio il perno dominante e l'unica ragione di vivere di queste pagine web era legato con un doppio filo al progetto SETI@home. Ora invece The Blue Planet si propone anzitutto come un centro di informazione astronomica: un occhio attento e critico sulle novità della ricerca spaziale e cosmologica che non si abbandona a falsi sensazionalismi. Non è infatti nostra intenzione affidarci troppo a titoli strillati e a commenti troppo soggettivi. A noi il compito di proporre gli argomenti, al lettore di trarre le debite conclusioni. Qualora, poi, la redazione ritenesse importante commentare una notizia, lo farebbe solo affidandosi ad editoriali chiaramente identificabili come tali.

In realtà questo cambiamento di rotta si rivela meno marcato di quanto possa sembrare ad uno sguardo disattento: siamo tutt'ora convinti della necessità di sostenere la ricerca di vita extraterrestre. La scoperta di un'altro essere intelligente nella galassia sarebbe - senza ombra di dubbio - l'avvenimento più importante per l'intero genere umano. Tuttavia, in attesa della prima chiacchierata con ET (se mai dovesse avvenire), vale la pena di rilassarsi godendosi lo spettacolo del cielo stellato e di lavorare per risolvere i problemi che attanagliano il mondo in cui viviamo.

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Premessa di Luca Berti

Quando quel venerdì il professore di astronomia ci parlò del progetto SETI@home. Fummo tutti concordi sul fatto che fosse un’idea degna di nota e che avrebbe meritato attenzione, anche se non capimmo subito ciò che veramente implicava.

Quella sera stessa non feci in tempo ad entrare dalla porta di casa che già ero davanti allo schermo del mio PC aspettando che il modem si collegasse. La prima cosa che digitai nel motore di ricerca fu  la parola SETI, dopodiché mi si presentarono una miriade di  siti possibili. Ci sarebbe voluto un’eternità a trovare quello giusto se non fosse stato per l’intelligenza di alcuni programmatori che avevano avuto la brillante idea di rendere un po’ più “intelligente” il motore in modo che proponesse anche alternative alla parola cercata. “Setiathome” figurava poco sotto la casella di testo. Mi affrettai a cliccarvici sopra e, benché la lista non si fosse poi accorciata di molto, il primo indirizzo che mi veniva proposto era proprio quello che cercavo.

Mi iscrissi quella sera stessa e fu con grande emozione che vidi il programma avviarsi e scaricare il suo primo “pacchetto” dati da analizzare.

Quella sera non ci feci caso, ma il giorno dopo, ripassando per il sito notai che veniva offerta la possibilità di creare gruppi di ricerca dove più partecipanti potevano riunirsi e legarsi l’uno all’altro con una sorta di fratellanza elettronica. Se l’idea di dare una mano alla scienza mi aveva entusiasmato, dovevo dire che quella di poter formare un gruppo di ricerca affiatato e numeroso mi eccitò ancora di più.

Il giorno stesso spedii un e-mail a Gianni spiegando la cosa e la mattina seguente ne parlai anche con Daniele. Entrambi erano interessati, ma delegarono il compito della fondazione al sottoscritto, promettendo che una volta creato il gruppo si sarebbero aggregati molto volentieri.

A questo punto la cosa era decisa, e dopo una settimana - passata a scervellarsi per trovare un nome adeguato: non troppo banale e con una connotazione internazionale (non si sa mai!) – l’undici febbraio 2000 (guarda caso proprio un venerdì) il SETIGroup vide la luce con il nome di The Blue Planet.

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Il Gruppo

The Blue Planet, dalla sua nascita , ha voluto essere un gruppo di amici, uniti dal piacere di dare una mano alla ricerca scientifica e facendo a gara (anche con un certo divertimento) per raggiungere la vetta della classifica interna, che abbiano come passione comune l’astronomia e la ricerca astronomica. Non solo, The Blue Planet vuole essere anche per tutti i suoi membri l’occasione di esprimersi liberamente su questi argomenti e dare la possibilità a tutti di discuterne e portare nuovi ed interessanti spunti.

Il gruppo è nato, come già detto, all’interno del Liceo Cantonale di Bellinzona (Svizzera italiana) dall’iniziativa di Luca Berti e Gianni Ceresa, a cui si sono aggregati velocemente buona parte della classe (la mitica IVC3), tra cui i primi Daniele Dagani (che ha contribuito parecchio anche come co-fondatore di The Blue Planet), Gish Kannikal, Sobby Vettickal e Vladimir Loncar. Una volta aver coinvolto tutte le persone dotate di una connessione ad internet all’interno di 22 componenti della IVC3, altri amici, esterni addirittura all’istituto liceale hanno deciso di raggiungere The Blue Planet. Grande onore conferisce al gruppo l’adesione della Scuola Media di Biasca e particolare piacere quella di Stefano Ragazzoni (Teto) e di Aros Bertoletti (Paperinik).

The Blue Planet vuole simboleggiare, nel limite delle sue dimensioni, la società umana che si unisce per raggiungere uno scopo comune e, così facendo, crea al suo interno amicizie sincere ed indissolubili.

Per questo tutti noi siamo contentissimi se anche tu vorrai unirti a questo gruppo e, oltre che dare un’importante contributo alla scienza, conoscere gente che condivide i tuoi stessi interessi e su cui potrai sempre contare.

Non ci sono limitazioni di età o di nazionalità (da notare la presenza di uno, anzi due, indiani e un serbo già nel gruppetto originale). Non importa la professione, lo stato civile o quant’altro. Nessuno guarderà a queste cose, ma saranno tutti immensamente felici di darti il benvenuto in questa che si sta sempre più profilando come una bella famiglia.

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Il Sito

Purtroppo ci si è resi conto subito che l’esperienza del SETI@home non sarebbe durata in eterno, e che con la fine di questa The Blue Planet avrebbe potuto dissolversi. L’idea allora è stata quella di creare qualcosa che poggiasse su basi più vaste e che interessasse tanto oggi quanto domani. Fermo restando che l’argomento della ricerca di vita extraterrestre resti un punto centrale del gruppo, si è deciso di dare spazio a tutto quello che concerne l’affascinante mondo dell’astronomia in generale. Per fare ciò era indispensabile però disporre però anche di una certa organizzazione. Primo passo, fondamentale nella creazione e nella consolidazione di un gruppo come vuole essere The Blue Planet, è dare un punto di riferimento comune a cui ogni partecipante possa far riferimento.

Cosa meglio di una pagina in internet dove ogni membro avrebbe potuto trovare informazioni, articoli e altro e, proprio per non contraddire lo scopo dichiarato del gruppo, sul quale ognuno avrebbe potuto pubblicare propri articoli, riflessioni ed esperienze? (la risposta resta la lasciamo a te)

Questo sito vuole essere dunque sì un punto di incontro tra i partecipanti al progetto SETI@home, ma anche un uno sfogo per queste stesse persone, un’occasione cioè di comunicare notizie e soprattutto emozioni a chiunque abbia orecchie per ascoltare, interesse per capire e cuore per provare sentimenti.

Nelle pagine elettroniche di questo sito troverai dunque opinioni di molte persone, e se deciderai di raggiungerci uno spazio sarà riservato con un enorme piacere anche per te. Naturalmente non è indispensabile essere membri per poter dire la propria opinione, ma se decidi di raggiungerci la scienza acquisterà un’importante contributo, e tutti i membri di The Blue Planet un amico!

Indicativa è la frase che Gianni ha pubblicato sul suo primo sito personale: “Un consiglio: se decidete di prendere parte al progetto, diventa tutto ancora più bello se entrate a far parte di un gruppo dove poter far a gara con gli altri componenti e puntare a far il maggior numero di pacchetti possibile in modo da far entrare il gruppo nella Top 1000”

Naturalmente il raggiungere la Top 1000 è un fatto marginale, ma bisogna anche ammettere che l’aspetto ludico può divertire anche molto. Tanto per dirla ancora con parole di Gianni: “Prova: te ne renderai conto!”

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Cos’è SETI@home, il fulcro attorno a cui ruota il gruppo?

In poche parole il progetto SETI@home è un programma che si prefigge di cercare segnali provenienti da altre forme di vita intelligenti che potrebbero abitare la nostra galassia. Come noi, che ogni giorno rilasciamo nello spazio un’enormità di trasmissioni radio, radar e di svariati altri tipi, una stessa civiltà avanzata su un altro pianeta potrebbe fare la stessa cosa. Per poter individuare dunque queste civiltà “basterebbe” ascoltare le sue trasmissioni.

Ciò si potrebbe ottenere solo utilizzando potenti radiotelescopi per captare tali segnali (che nel loro presumibile lungo viaggio verso la terra si saranno indeboliti notevolmente). Ciò però non basta: un po’ come l’orecchio necessita del cervello per decifrare gli impulsi sonori che riceve, i dati raccolti da questi radiotelescopi devono essere accuratamente analizzati per poter eventualmente riconoscere segnali particolari quali una trasmissione radio.

Purtroppo il processo di esame in tempo reale da parte di enormi calcolatori presenta parecchi limiti, tra i quali la precisione dell’ispezione (che risulta molto superficiale) dettata delle limitazioni fisiche della macchina stessa.

Per ovviare a questo problema un gruppo di ricercatori americani hanno varato il progetto SETI@home, nell’ambito del quale la fase di analisi dei dati non viene fatta in tempo reale da un supercomputer, bensì sfruttando delle centinaia di migliaia di normalissimi Personal Computer sparsi in tutto il mondo. Questa équipe ha dunque realizzato uno screensaver in grado di analizzare una parte dei dati ricevuti dal radiotelescopio scaricandoli da internet per poi rimandarli indietro una volta che il processo è terminato.

Senza dilungarsi troppo si può dire che questo programma si comporta come un normalissimo screensaver (si attiva dopo un certo periodo di inattività del computer e si spegne ad un minimo movimento del mouse) e non affetta dunque la velocità del tuo computer quando stai lavorando. La differenza tra questo salva schermo e gli altri è che SETI@home fa qualcosa di utile invece di visualizzare solo tostapani volanti.