Il primo laboratorio cinese nello spazio

Il decollo del modulo Tiangong a bordo di un razzo Lunga Marcia 2F T1 nella serata del 29 settembre. (Foto: China Manned Space Engineering Office)
La Cina ha lanciato il suo primo laboratorio spaziale: una versione ridotta, giusto per iniziare. Già, perché il programma spaziale di Pechino vuole andare oltre e contempla la costruzione in tempi brevi di una stazione orbitante entro pochi anni e mira anche alla Luna.
Dopo aver posto la prima pietra verso le stelle portando un proprio concittadino in orbita nell’ottobre del 2003, l’agenzia spaziale asiatica ne ha aggiunta un’altra giovedì 29 settembre. Alle 15.16, ora svizzera, dallo spazioporto di Jiuquan, nella Mongolia, è decollato il mini laboratorio Tiangong 1 cui nel corso del prossimo anno verranno agganciati, uno alla volta, tre capsule Shenzhou per formare così una proto-stazione. Il primo volo, denominato Shenzhou 8, sarà disabitato e decollare durante il mese di novembre, probabilmente già il primo del mese; si aggancerà al laboratorio dopo due giorni, mettendo così alla prova i meccanismi automatici di rendez-vous essenziali per costruire in futuro stazioni più estese. Il funzionamento perfetto della manovra di aggancio è talmente important che verrà ripetuta una seconda voltala capsula Shenzhou 8 verrà staccata per rientrare a terra, dodici giorni dopo il lancio. Se tutto andrà bene, nel corso del prossimo anno al modulo sarnno agganciate anche le Shenzhou 9 e 10, questa volta con a bordo dei taikonauti.
Tiangong 1 ha raggiunto lo spazio approssimativamente 10 minuti dopo il decollo a bordo di un razzo Lunga marcia 2F T1. Fonti ufficiali dell’agenzia spaziale cinese hanno confermato che si trova su un orbita di 42,75 gradi rispetto all’equatore con perigeo a 193 kilometri e apogeo a 346 kilometri d’altezza. L’orbita verrà presto innalzata sino a raggiungere un’altitudine media pari a 354 kilometri.




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