Set 23, 6 anni ago

Satellite Nasa senza controllo cadrà oggi sulla Terra

Manca meno di un giorno, ma per ora alla Nasa hanno ancora nessuna idea di dove cadrà. Per il momento le simulazioni mostrano solo che il grande satellite americano UARS (Upper Atmosphere Research Satellite) rientrerà nell’atmosfera terrestre fra le 14 di oggi, venerdì 23 settembre, e le 3 del mattino di sabato.
Stando ai calcoli eseguiti nelle scorse ore, a causa dell”estremo attrito dato dalla sua velocità e dal contatto con l’aria, si dovrebbe disintegrare in 26 pezzi, alcuni dei quali pensanti all’incirca 140 chili non si disintegreranno e finiranno per raggiungere il suolo, andando a impattare con il terreno in punti sparsi su un’area di probabilità lunga circa 700 chilometri e larga 120. Dove di preciso andranno a schiantarsi dipenderà però dal momento in cui il satellite raggiungerà la parte più densa dell’atmosfera terrestre e questo, per ora, è un dato ignoto.

(Aggiornamento: UARS è rientrato in atmosfera sabato mattina 24 settembre sopra l’Oceano Pacifico)

Rappresentazione artistica del satellite UARS (Foto: NASA)

Le ultime stime puntano alle 19.20 ora svizzera, quando il satellite si troverà ben lontano dai territori italo-elvetici, sui quali il sorvolo è previsto oltre due ore più tardi  21:25 e le 22:00. La finestra d’incertezza è tuttavia talmente ampia da non permettere ancora previsioni accurate. Altpri calcoli sembrano invece puntare a mezzanotte e 58 tempo universale (le 2.58 in Svizzera). In quel caso cadrebbe in pieno Ocenao Pacifico, fra l’Australia e le coste del Cile. Il vero problema è che la Nasa non ha più nessun modo di controllare questo enorme satellite lanciato nel 1991 e disattivato nel 2005: il carburante a bordo è stato esaurito da tempo e attualmente UARS si trova a ruotare su sé stesso in modo caotico.

Mentre giovedì i tecnici della Nasa lavoravano alacremente per tentare di fornire predizioni più accurate, sul pianeta è  iniziata a diffondersi la preoccupazione. In Italia, come del resto in Svizzera, giovedì le autorità seguono da vicino l’evolversi della situazione, dal momento che nel suo movimento attorno al globo, il satellite passa di norma due volte al giorno sopra il nord Italia, sfiorando anche Ticino e Svizzera orientale. La probabilità che il rientro in atmosfera di UARS, e la conseguente caduta dei suoi resti, avvenga sopra l’Europa è comunque bassa: le ultime stime della Protezione civile della vicina Penisola parlano dello 0,6% (qui gli ultimissimi aggiornamenti), mentre la possiblità che un qualsiasi dei 7 miliardi di esseri umani che popolano il pianeta venga colpito è di 1 su 3’200 e quella che una persona specifica lo sia è di 1 su 22 mila miliardi. La Centrale nazionale d’allarme svizzera in un comunicato diramato giovedì fa sapere che “Il rischio che il satellite colpisca la Svizzera e che nella sua caduta causi dei danni è considerato minimo”. Per questo “la popolazione non deve quindi adottare alcuna misura particolare. In genere vale la regola di non toccare frammenti di satellite caduti ma di informarne la polizia”. Del resto, quando nel 2003 lo shuttle Columbia (cinque volte più lungo e due volte più largo del UARS) si disintegrò sopra gli Stati Uniti nella manovra di rientro dopo diciassette giorni di missione nello spazio, nessun detrito colpì zone abitate o causò feriti a terra. Anzi: gli addetti della Nasa dovettero battere grandi aree di territorio fra gli stati della Luisiana e dell’Arkansas per recuperare gli oltre duemila pezzi che avevano raggiunto il suolo.

Nonostante i confronti con il passato e le previsioni rassicurati, la notizia del “satellite killer” è andata spargendosi a macchia d’olio, facendo i titoli dei principali quotidiani e dei telegiornali di mezzo mondo. “Credo che sia a causa del fatto che non siamo abituati a veder cadere un satellite tanto grande” indica il direttore esecutivo della  Secure World Foundation  Ray Williamson al sito specialistico Space.com, nel tentativo di spiegare come mai il rientro di un satellite susciti tanto interesse e qualche timore. Benché il rientro di un satellite nell’atmosfera non sia un fatto rarissimo, prosegue, “non succede spesso che siano tanto grandi (UARS ha la dimensione di un bus di linea e pesa all’incirca 6 tonnellate, ndr.). Quando succede è quindi importante che la Nasa lo faccia sapere. In questo caso particolare non c’è nulla da temere, ma è sempre bene essere informati”. Williamson ricorda poi i pochi eventi simili registrati nel passato: “Vi fu lo Spacelab e la navicella russa Salyut. Anche in quest’ultimo caso la discesa non era pienamente controllata”. Tornando al satellite: “La Nasa vorrebbe avere abbastanza carburante per decidere dove farlo schiantare, ma la realtà è che il carburante è finito tempo fa e, con il passare degli anni, l’attività solare ha creato una spinta sufficiente da farlo cadere verso la Terra”.

Lo spettacolo offerto dalla disintegrazione di UARS dovrebbe essere ben visibile da terra e dare luogo a un’affascinante pioggia di “stelle cadenti”. Tuttavia, indicano gli specialisti, la probabilità di riuscire ad assistere all’evento è piuttosto bassa, visto che il nostro pianeta è ricoperto per lo più d’acqua e da zone poco o per niente abitate. Dopo tanta pubblicità, il rischio è di rimanere delusi.

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2 READERS COMMENTED

  1. 16 gennaio 2012
    Ancora una volta abbiamo salvato la testa :) Rispondi
  2. 16 gennaio 2012
    Meno male! Rispondi

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